Il lavoro nel 2020 in Italia secondo Unioncamere

fonte: http://www.repubblica.it/economia/miojob/lavoro/2016/06/06/news/occupazione_nuovi_posti-141412435/

Le aziende punteranno sempre di più su chi avrà saperi di alto livello e competenze di stampo hi-tech. Cercheranno dirigenti, professionisti specializzati e figure tecniche. Lo faranno, per provare a essere competitive in un mercato che si va globalizzando senza pause. Da qui al 2020, secondo le stime di Unioncamere e Gruppo Clas, le entrate tra settore pubblico e settore privato saranno in tutto 2,5 milioni con un fabbisogno delle imprese che crescerà a un tasso medio annuo del 2,3 per cento. A spingere saranno soprattutto i servizi che cresceranno con un tasso pari al 2,6 per cento mentre l’industria continuerà a faticare (+1,5 per cento).

Tra commercio e Ict.

Saranno nuovi impieghi e sostituzioni di quei ruoli e figure che usciranno dal mercato per i raggiunti limiti di età o per ulteriori fusioni, riorganizzazioni e riduzioni di organici. Quasi un quarto (il 22 per cento) di questi nuovi posti arriverà dal commercio e dal turismo, il 32 per cento (810 mila) dai servizi alle persone e dalla Pubblica amministrazione. Altri 464 mila dalle imprese operanti nelle comunicazioni, l’Ict, nel credito e nei servizi avanzati. L’industria in senso stretto avrà bisogno di 303 mila figure. I servizi operativi creeranno lavoro per 163,5 mila figure. Le costruzioni porteranno 123 mila posti e una cifra simile arriverà anche dai trasporti e dalla logistica.

La polarizzazione del mercato del lavoro, da qui al 2020, continuerà quindi a acuirsi. Nei prossimi cinque anni, la richiesta di figure con elevate competenze crescerà a un tasso del 2,5 per cento. Al contrario la domanda delle figure intermedie subirà una riduzione pari all’1,8 per cento. All’interno delle realtà organizzative le figure low skill continueranno a pesare nella stessa componente di oggi. Nel dettaglio, il fabbisogno per professioni specialistiche sarà pari a 465 mila unità (+2,8 per cento) e pari a 523 mila unità per le professioni tecniche (+2,4 per cento). Per le figure non qualificate, dal 2016 al 2020, ci sarà un fabbisogno pari a 262 mila unità (+2,8 per cento).

I titoli di studio.

In parte a beneficiare di questa evoluzione potranno essere i laureati, il cui fabbisogno viene previsto in crescita del 3,3 per cento con un volume complessivo di figure richieste dal 2016 al 2020 pari a 787 mila unità. Meno favoriti invece i diplomati, il cui fabbisogno crescerà dell1,9 per cento con un fabbisogno complessivo comunque pari a 837 mila unità.

Servizi avanzati al Nord Ovest.

In termini di valori assoluti sarà sempre il Nord Ovest a guidare il passo. Qui si concentrerà il 32 per cento del fabbisogno totale delle imprese operative in Italia. Le aziende di queste regioni avranno bisogno di 808 mila nuove figure per coprire posizioni che nasceranno dall’espansione di mercati e opportunità e per sostituire quelle figure che invece usciranno dall’azienda. I servizi alle persone e la Pubblica amministrazione saranno gli ambiti da cui arriveranno il maggior numero di impieghi (228 mila) ma in una proporzione (il 28 per cento) di cinque punti percentuali inferiore alla media nazionale. Altri 174 mila posti arriveranno dal commercio e dal turismo. Le imprese della comunicazione, dell’Ict, dei servizi avanzati e del credito, da qui al 2020, avranno bisogno di 168 mila figure.

La PA nel Sud.

Nel Mezzogiorno le imprese cercheranno 630 mila figure. Quasi il 40 per cento riguarderà i servizi alla persona e la Pubblica amministrazione (240 mila). Altri 117 mila impieghi, in cinque anni, arriveranno dal commercio e dal turismo. Le aziende della comunicazione, dell’Ict, del credito e dei servizi avanzati avranno bisogno nei prossimi cinque anni di 98 mila figure.

Il turismo e i servizi al Centro.

Le aziende del Centro anni avranno bisogno di 571 mila figure (il 22 per cento del totale nazionale). Anche qui le imprese di servizi alle persone e la Pubblica amministrazione saranno quelle con un fabbisogno più elevato (183 mila figure) seguite dalle aziende del commercio e turismo con 117 mila posti (20 per cento del totale territoriale) e quelle operative nella comunicazione, del’Ict, del credito e dei servizi avanzati che in cinque anni genereranno 107 mila posti.

Nel Nord Est

Tra il 2016 e il 2020, si prevede che i datori di lavoro avranno bisogno di 543 mila figure di cui 160 mila nei servizi alle persone e nella Pubblica amministrazione (29 per cento), 138 mila nel commercio e turismo (25 per cento) e 92 mila nella comunicazione, Ict, credito e servizi avanzati (17 per cento).